Articolazione Temporo Mandibolare: Dolore, Diagnosi e Terapie

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La disfunzione dell’articolazione temporo mandibolare (ATM) provoca dolore che aumenta durante la masticazione, rumori articolari, cefalea e riduzione dell’apertura della bocca. Nella grande maggioranza dei casi non richiede un intervento chirurgico: nell’esperienza del Dott. Giuseppe Spinelli, circa il 70 per cento dei pazienti si risolve con terapia conservativa (bite e fisioterapia mandibolare), il 25 per cento con tecniche mini invasive e solo il 5 per cento arriva alla chirurgia. Il Dott. Spinelli, Direttore della Chirurgia Maxillo Facciale dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi di Firenze, esegue circa 100 artrocentesi, 20 artroscopie e 10 interventi di chirurgia aperta dell’ATM ogni anno.

infografica sul percorso terapeutico dell'ATM in quattro livelli progressivi: terapia conservativa, tecniche mini invasive, artroscopia e chirurgia aperta con protesi custom made

L’esperienza del Dott. Spinelli nel trattamento dell’ATM

  • Circa 100 artrocentesi con infiltrazione di acido ialuronico o PRP ogni anno
  • 20 artroscopie dell’articolazione temporo mandibolare ogni anno
  • 10 interventi di chirurgia aperta (reshaping condilare, ricostruzione del disco) ogni anno
  • 3 o 4 protesi custom made dell’ATM ogni anno, nei casi di degenerazione articolare avanzata
  • Direttore della Chirurgia Maxillo Facciale presso l’AOU Careggi di Firenze
  • Pubblicazioni scientifiche sull’ATM indicizzate su PubMed
  • Organizzatore del congresso sul dolore oro facciale e ATM, Careggi, 3 novembre 2026

I sintomi con cui i pazienti arrivano in ambulatorio

Nella pratica clinica del Dott. Spinelli, i pazienti con disfunzione dell’ATM descrivono quattro sintomi principali. Riconoscerli è il primo passo verso una diagnosi corretta.

Dolore che aumenta durante la masticazione

È il sintomo più frequente e quello che porta il paziente a chiedere aiuto. Il dolore si localizza davanti all’orecchio, nella regione dell’articolazione, e si acuisce nel momento in cui si mastica. Molti pazienti raccontano di aver iniziato a evitare i cibi duri o di masticare da un solo lato.

Rumori articolari

Il classico click che si avverte aprendo e chiudendo la bocca indica che il disco articolare non si muove in modo coordinato con il condilo. Non tutti i rumori articolari sono patologici, ma quando si associano a dolore o a limitazione del movimento richiedono una valutazione specialistica.

Cefalea

Il mal di testa ricorrente, spesso localizzato alle tempie, viene frequentemente attribuito ad altre cause e trattato per anni senza risultato. I muscoli della masticazione sono in continuità funzionale con quelli cranici: una disfunzione dell’ATM può manifestarsi principalmente come cefalea. È uno dei motivi per cui questi disturbi arrivano spesso alla diagnosi con anni di ritardo.

Ridotta apertura della bocca

La limitazione dell’apertura mandibolare, fino al blocco vero e proprio, indica una alterazione strutturale del rapporto tra condilo e disco articolare. È il sintomo che più frequentemente si associa alla necessità di un trattamento mini invasivo o chirurgico.

La diagnosi: perché la risonanza magnetica è l’esame decisivo

La terapia dell’ATM dipende interamente dalla diagnosi, e la diagnosi è il risultato di due elementi: la valutazione clinica e la risonanza magnetica. Su questo punto il Dott. Spinelli è netto, perché è l’errore più frequente che riscontra nei pazienti che arrivano da lui dopo mesi di terapie inefficaci.
I criteri diagnostici internazionali di riferimento per i disturbi temporo-mandibolari sono i DC/TMD (Diagnostic Criteria for Temporomandibular Disorders) validati dall’International RDC/TMD Consortium Network e dall’Orofacial Pain Special Interest Group.

Risonanza magnetica a bocca aperta e chiusa

È l’esame principale per diagnosticare le disfunzioni dell’ATM. La risonanza deve essere eseguita in due posizioni, a bocca aperta e a bocca chiusa, perché solo così è possibile osservare il comportamento dinamico del disco articolare: se si sposta correttamente con il condilo, se si riduce, se resta dislocato. Una risonanza eseguita in una sola posizione non fornisce l’informazione che serve a impostare la terapia.

TC e CBCT: solo per le patologie ossee

La tomografia computerizzata e la CBCT hanno un ruolo preciso e limitato: servono a studiare l’osso, non i tessuti molli. Sono indicate quando si sospetta una patologia ossea del condilo, una degenerazione artrosica avanzata o un esito traumatico. Non sono l’esame di riferimento per le disfunzioni discali.

La valutazione clinica

La risonanza da sola non basta. La diagnosi nasce dall’incrocio tra il quadro strumentale e l’esame clinico: la palpazione dei muscoli masticatori, la misurazione dell’apertura mandibolare, la valutazione dei movimenti di lateralità e protrusione, l’ascolto dei rumori articolari. È il confronto tra questi due elementi a definire quale, tra i percorsi terapeutici possibili, sia quello indicato per quel paziente.

Le terapie dell’ATM: nel 70 per cento dei casi non si opera

Questo è il punto su cui il Dott. Spinelli insiste maggiormente durante la prima visita, perché è la preoccupazione principale di chi arriva in ambulatorio con dolore alla mandibola. La chirurgia dell’ATM è l’ultima opzione, non la prima. Le possibilità terapeutiche si articolano su quattro livelli progressivi, e la scelta dipende esclusivamente dalla diagnosi.

Primo livello: terapia conservativa (circa il 70 per cento dei pazienti)

La grande maggioranza delle disfunzioni dell’ATM si risolve senza alcun intervento chirurgico. Il percorso conservativo si basa su due strumenti che devono lavorare insieme:

  • Bite, confezionato da uno gnatologo dedicato. Non un dispositivo generico, ma un bite costruito sulla base della diagnosi specifica di quel paziente.
  • Fisioterapia mandibolare, eseguita da un fisioterapista con esperienza specifica sull’articolazione temporo mandibolare. La riabilitazione dell’ATM richiede competenze diverse da quelle della fisioterapia generale.

La qualità di questi due professionisti fa la differenza tra il successo e il fallimento della terapia conservativa. È il motivo per cui il Dott. Spinelli lavora con un pool selezionato di gnatologi e fisioterapisti esperti dell’ATM.

Secondo livello: tecniche mini invasive (circa il 25 per cento dei pazienti)

Quando la terapia conservativa non produce risultati, oppure quando la diagnosi indica fin da subito una alterazione strutturale del disco, si passa alle tecniche mini invasive eseguite dal chirurgo maxillo facciale. Il Dott. Spinelli esegue circa 100 artrocentesi ogni anno.

  • Artrocentesi: lavaggio dell’articolazione che rimuove i mediatori dell’infiammazione e ripristina la lubrificazione articolare.
  • Infiltrazione di acido ialuronico: migliora la viscosità del liquido sinoviale e riduce l’attrito tra le superfici articolari.
  • Infiltrazione di PRP (plasma ricco di piastrine): sfrutta i fattori di crescita del sangue del paziente per favorire la riparazione dei tessuti.

Un aspetto spesso trascurato: la procedura mini invasiva non sostituisce il bite e la fisioterapia, li precede. Dopo l’artrocentesi il paziente prosegue con il percorso conservativo, che a quel punto può funzionare perché l’articolazione è stata liberata dall’infiammazione.

Terzo livello: artroscopia (circa 20 interventi l’anno)

L’artroscopia dell’ATM è una procedura chirurgica minimamente invasiva che permette di guardare dentro l’articolazione e di intervenire attraverso accessi di pochi millimetri. Consente di trattare aderenze, rimuovere tessuto infiammatorio e riposizionare il disco articolare senza aprire l’articolazione.

Quarto livello: chirurgia aperta e protesi (circa il 5 per cento dei pazienti)

La chirurgia aperta è riservata ai casi in cui il danno strutturale è documentato e le opzioni precedenti sono state esaurite. Il Dott. Spinelli esegue circa 10 interventi di chirurgia aperta e 3 o 4 protesi custom made ogni anno.

  • Reshaping condilare: rimodellamento del condilo mandibolare quando la sua morfologia è alterata.
  • Ricostruzione del disco articolare con innesto di dermo grasso o con lembo di fascia temporale, quando il disco è irrecuperabile.
  • Protesi custom made dell’ATM: nei casi di degenerazione articolare avanzata, si sostituisce l’articolazione con una protesi progettata su misura sull’anatomia del singolo paziente.

Chi cura l’ATM: gnatologo, fisioterapista o chirurgo maxillo facciale

È la domanda che il paziente si pone per prima, e la risposta onesta è che non si tratta di scegliere tra queste figure, ma di farle lavorare nella sequenza giusta.

Nella pratica del Dott. Spinelli il percorso funziona in due direzioni:

  • Dal gnatologo al chirurgo: i pazienti che non rispondono alla terapia con bite e fisioterapia vengono inviati al chirurgo maxillo facciale per una rivalutazione e per le opzioni mini invasive.
  • Dal chirurgo al gnatologo: i pazienti che arrivano direttamente al chirurgo vengono inviati, dopo la risonanza magnetica, allo gnatologo e al fisioterapista quando la diagnosi indica che il percorso conservativo è quello corretto.

Il chirurgo maxillo facciale è l’unica figura che può coprire l’intero percorso terapeutico: dalla diagnosi strumentale alle tecniche mini invasive, dall’artroscopia alla protesi. Ma nella maggior parte dei casi il suo compito è indirizzare il paziente verso il trattamento meno invasivo possibile, non verso la sala operatoria.
Il Dott. Spinelli riceve presso l’AOU Careggi di Firenze: qui trovi le informazioni per prenotare una visita.

Tabella riassuntiva: le terapie dell’ATM in sintesi

LivelloTrattamentoQuandoCasistica Dott. Spinelli
ConservativoBite e fisioterapia mandibolarePrima opzione nella maggior parte dei casiCirca il 70 per cento dei pazienti
Mini invasivoArtrocentesi, acido ialuronico, PRPConservativo inefficace o alterazione discaleCirca 100 artrocentesi l’anno
ArtroscopiaChirurgia mininvasiva articolareAderenze, riposizionamento del discoCirca 20 interventi l’anno
Chirurgia apertaReshaping condilare, ricostruzione del discoDanno strutturale documentatoCirca 10 interventi l’anno
ProtesiProtesi custom made dell’ATMDegenerazione articolare avanzataCirca 3 o 4 l’anno

Perché rivolgersi al Dott. Spinelli per un problema all’ATM

La disfunzione dell’articolazione temporo mandibolare è una patologia in cui la diagnosi determina tutto. Un percorso terapeutico impostato senza una risonanza magnetica correttamente eseguita e interpretata può protrarsi per anni senza risultati.

  • Copertura dell’intero percorso terapeutico: dalla diagnosi alle tecniche mini invasive, dall’artroscopia alla protesi custom made. Nessuna opzione viene esclusa per limiti tecnici.
  • Volume di casistica: circa 100 artrocentesi, 20 artroscopie, 10 interventi di chirurgia aperta e 3 o 4 protesi ogni anno.
  • Pool multidisciplinare consolidato: collaborazione con gnatologi e fisioterapisti con esperienza specifica sull’ATM.
  • Attività scientifica: pubblicazioni sull’ATM indicizzate su PubMed e organizzazione del congresso sul dolore oro facciale presso Careggi, 3 novembre 2026.
  • Struttura di riferimento: attività chirurgica presso l’AOU Careggi di Firenze, con team multidisciplinare.

Hai dolore alla mandibola o rumori articolari da tempo? Una visita specialistica con il Dott. Spinelli permette di definire la diagnosi corretta e di individuare il trattamento meno invasivo possibile per il tuo caso. Nella grande maggioranza dei pazienti la soluzione non è chirurgica.

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Domande Frequenti sull'Articolazione Temporo-Mandibolare

No, ed è il malinteso più diffuso. Nell’esperienza clinica del Dott. Spinelli circa il 70 per cento dei pazienti si risolve con la sola terapia conservativa, basata su bite e fisioterapia mandibolare. Un ulteriore 25 per cento si risolve con tecniche mini invasive come l’artrocentesi. Solo il 5 per cento circa dei pazienti arriva effettivamente alla chirurgia.

L’esame principale è la risonanza magnetica dell’articolazione temporo mandibolare eseguita a bocca aperta e a bocca chiusa. Solo così è possibile valutare il comportamento dinamico del disco articolare. La TC e la CBCT servono esclusivamente per lo studio delle patologie ossee, non per le disfunzioni discali. La diagnosi nasce dall’incrocio tra la risonanza e l’esame clinico.

L’artrocentesi è un lavaggio dell’articolazione che rimuove i mediatori dell’infiammazione e ripristina la lubrificazione articolare, spesso associato a infiltrazione di acido ialuronico o di PRP. Si esegue quando la terapia conservativa non ha prodotto risultati o quando la diagnosi indica una alterazione strutturale. Il Dott. Spinelli ne esegue circa 100 ogni anno. Dopo la procedura il paziente prosegue comunque con bite e fisioterapia.

Sì. La cefalea è uno dei quattro sintomi principali con cui i pazienti arrivano in ambulatorio, insieme al dolore durante la masticazione, ai rumori articolari e alla ridotta apertura della bocca. I muscoli masticatori sono in continuità funzionale con quelli cranici, e una disfunzione dell’ATM può manifestarsi prevalentemente come mal di testa ricorrente. È uno dei motivi per cui questi disturbi vengono spesso diagnosticati con anni di ritardo.

Non è una scelta alternativa: le due figure lavorano in sequenza. I pazienti che non rispondono alla terapia con bite e fisioterapia vengono inviati dallo gnatologo al chirurgo maxillo facciale. Al contrario, i pazienti che arrivano direttamente dal chirurgo vengono indirizzati allo gnatologo e al fisioterapista quando la risonanza indica che il percorso conservativo è quello corretto. Il chirurgo maxillo facciale è l’unica figura che copre l’intero percorso, dalla diagnosi alla protesi.

Il bite funziona quando è confezionato da uno gnatologo sulla base di una diagnosi corretta e quando è associato alla fisioterapia mandibolare eseguita da un professionista esperto dell’ATM. I due elementi devono lavorare insieme. Un bite generico, prescritto senza una diagnosi strumentale, è una delle cause più frequenti di percorsi terapeutici che si protraggono per anni senza risultato.

È una protesi articolare progettata su misura sull’anatomia del singolo paziente, utilizzata nei casi di degenerazione articolare avanzata in cui l’articolazione non è recuperabile. Il Dott. Spinelli ne impianta circa 3 o 4 ogni anno. È l’ultima opzione del percorso terapeutico e riguarda una minoranza molto ristretta di pazienti.

Dipende dal livello terapeutico indicato dalla diagnosi. Il percorso conservativo con bite e fisioterapia richiede mesi di trattamento continuativo e costante. Le tecniche mini invasive hanno tempi più rapidi ma vanno comunque seguite dal percorso conservativo. La cosa importante è che il percorso sia impostato correttamente fin dall’inizio, sulla base di una risonanza magnetica eseguita nel modo giusto.

ll Dott. Giuseppe Spinelli è un chirurgo maxillo-facciale che quotidianamente esegue, come primo operatore, molteplici interventi di Chirurgia Maxillo-Facciale all’articolazione temporo mandibolare attraverso l’utilizzo di moderne e differenti tecniche chirurgiche.

Ai fini di avere un’accurata diagnosi e sapere con esattezza quale tipo di trattamento sia più indicato rispetto al proprio caso specifico di ATM, è necessario recarsi presso il suo studio e sottoporsi a una prima visita per un consulto medico specialistico per valutare le possibili terapie.

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