Basalioma del Distretto Testa-Collo: Intervento Chirurgico e Ricostruzione

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Il basalioma è il tumore della pelle più frequente, con crescita lenta e raramente metastatico, ma localmente invasivo soprattutto su naso, cuoio capelluto e palpebre. Il trattamento di elezione è l’asportazione chirurgica con margini di sicurezza, seguita dalla ricostruzione dei tessuti rimossi. Il Dott. Giuseppe Spinelli, Direttore della Chirurgia Maxillo-Facciale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi di Firenze, esegue circa 50 interventi di basalioma l’anno, esclusivamente nel distretto testa-collo.

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L’esperienza del Dott. Spinelli nel trattamento del basalioma

  • Circa 50 interventi di basalioma l’anno, esclusivamente nel distretto testa-collo
  • Direttore della Chirurgia Maxillo-Facciale presso l’AOU Careggi di Firenze
  • Specializzazione esclusiva su viso, testa e collo, con padronanza di tutte le opzioni ricostruttive disponibili
  • Follow-up oncologico documentato fino a 10 anni nei casi più complessi

Cos'è il basalioma e perché si forma sul viso

Il basalioma, o carcinoma basocellulare, è una neoplasia maligna della pelle che origina dalle cellule basali dell’epidermide. È il tumore cutaneo più diffuso e si sviluppa principalmente nelle aree del corpo esposte al sole, con netta prevalenza del distretto testa-collo. La sua particolarità è la crescita lenta e il comportamento localmente invasivo: raramente produce metastasi, ma se trascurato può infiltrare i tessuti circostanti, comprese strutture funzionalmente delicate come palpebre, narici e padiglioni auricolari. Per la classificazione e il trattamento del carcinoma basocellulare, il riferimento scientifico nazionale è rappresentato dalle Linee Guida AIOM sui Tumori Cutanei non Melanoma, aggiornate annualmente dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica.

Il basalioma è conosciuto anche con altri nomi: carcinoma basocellulare ed epitelioma basocellulare indicano la stessa identica patologia. In ambito clinico e nei referti istologici si incontra più spesso la dicitura carcinoma basocellulare, mentre epitelioma basocellulare è un termine oggi meno usato ma ancora presente in letteratura. Si tratta sempre della stessa neoplasia, con lo stesso comportamento biologico e lo stesso trattamento di elezione.

Le tipologie di basalioma

La forma clinica del basalioma influenza l’approccio chirurgico e i margini di asportazione. Le varianti più frequenti sono:

  • Basalioma nodulare: la forma più comune, si presenta come un nodulo arrotondato con superficie lucida o perlata, spesso percorso da piccoli vasi visibili. Tende a ulcerarsi al centro mantenendo bordi rilevati.
  • Basalioma superficiale: lesione piatta o leggermente in rilievo, con bordi sottili. Cresce in senso orizzontale piuttosto che in profondità.
  • Basalioma sclerodermiforme: variante fibrosa, con consistenza più dura, che può simulare una cicatrice. Richiede tecniche chirurgiche più precise per l’asportazione completa.
  • Basalioma adenoideo: forma rara con strutture simili a ghiandole, di crescita lenta ma persistente.

Perché il viso è la sede più colpita

L’esposizione cumulativa ai raggi UV è il principale fattore di rischio del basalioma. Il viso, essendo la regione del corpo più esposta nel corso della vita, rappresenta la sede dove la maggior parte dei carcinomi basocellulari si sviluppa. Altri fattori che aumentano il rischio sono: fototipi chiari (capelli biondi o rossi, occhi chiari, pelle che si scotta facilmente), immunodepressione, esposizione prolungata a lampade abbronzanti, predisposizione genetica e pregressa radioterapia nella zona interessata.

Le localizzazioni più frequenti del basalioma facciale: l'esperienza diretta del Dott. Spinelli

Nella pratica clinica del Dott. Spinelli, il basalioma colpisce con netta prevalenza tre regioni del viso: il naso, il vertice e il cuoio capelluto, e le palpebre. Questa distribuzione riflette le aree del distretto testa-collo più esposte alla radiazione solare e rappresenta una guida importante per la prevenzione e l’autocontrollo periodico.
Le tre sedi più frequenti del basalioma facciale: naso, vertice e cuoio capelluto, palpebre, secondo l'esperienza del Dott. Giuseppe Spinelli

Naso: la sede più colpita

Il naso è la regione anatomica con la maggiore frequenza di basalioma, perché si tratta della porzione più sporgente del viso e quindi più esposta ai raggi UV nel corso della vita. La gestione chirurgica del basalioma del naso richiede particolare attenzione perché coinvolge un’area di grande impatto estetico e funzionale: ricostruire la simmetria, la forma della punta, il dorso e le narici dopo l’asportazione richiede tecniche ricostruttive avanzate (lembi locali, lembi peduncolati, innesti cartilaginei) che fanno parte del bagaglio quotidiano del chirurgo maxillo-facciale.

Per approfondire sulla ricostruzione del naso dopo un intervento per un tumore puoi leggere questo articolo: https://giuseppespinelli.it/blog/ricostruzione-naso-resezione-oncologica/ 

Vertice e cuoio capelluto

La regione del vertice del capo è frequentemente colpita nei pazienti con calvizie o capelli radi, perché il cuoio capelluto risulta cronicamente esposto al sole senza la protezione della massa pilifera. I basaliomi del cuoio capelluto possono raggiungere dimensioni importanti prima di essere notati, perché si trovano in una zona che il paziente non vede direttamente. La ricostruzione di queste aree può richiedere lembi di cuoio capelluto, espansori tissutali o, nei casi più estesi, innesti cutanei.

Palpebre e regione perioculare

Le palpebre rappresentano una sede particolarmente delicata: la cute è sottile, i tessuti sono pochi e la funzione di protezione dell’occhio non può essere compromessa. Un basalioma palpebrale richiede una pianificazione chirurgica accurata per garantire margini di resezione oncologicamente sicuri preservando al tempo stesso la funzionalità del bordo palpebrale, dei dotti lacrimali e della chiusura dell’occhio. Il chirurgo maxillo-facciale, per la sua formazione interdisciplinare, è il professionista di riferimento in questi casi.

Asportazione e ricostruzione: l'approccio del chirurgo maxillo-facciale

L’approccio del Dott. Spinelli al basalioma si distingue per la possibilità di gestire nello stesso intervento sia l’asportazione del tumore sia la ricostruzione dei tessuti, scegliendo tra opzioni multiple e adattate al singolo caso clinico. Questa polivalenza è ciò che differenzia il chirurgo maxillo-facciale specializzato sul distretto testa-collo dal dermatologo (che esegue prevalentemente asportazioni di lesioni piccole e ben definite) e dal chirurgo plastico generico (che non sempre dispone di tutte le opzioni ricostruttive del distretto facciale).

Ricostruzione immediata o differita: come si sceglie

Una caratteristica distintiva dell’approccio del Dott. Spinelli è la flessibilità nella tempistica della ricostruzione, valutata caso per caso:

Le due opzioni di tempistica della ricostruzione e i criteri di scelta clinici utilizzati dal Dott. Spinelli

  • Ricostruzione immediata: nella stessa seduta chirurgica vengono asportato il tumore e ricostruito il difetto. È la scelta preferenziale quando l’analisi istologica intraoperatoria conferma margini liberi da malattia e la perdita di sostanza è gestibile con i tessuti adiacenti.
  • Ricostruzione differita: tumore e ricostruzione vengono separati in due tempi chirurgici. Si sceglie questa strategia quando occorre attendere il responso istologico definitivo per essere certi della radicalità dell’asportazione, quando la perdita di sostanza richiede una pianificazione complessa, oppure quando il paziente necessita di un periodo di valutazione tra le due fasi.

Ampia rimozione con minimi reliquati

La disponibilità di numerose opzioni ricostruttive (chiusura diretta, lembi locali di avanzamento, lembi di rotazione, lembi peduncolati, innesti cutanei, lembi liberi microvascolari) consente al Dott. Spinelli di asportare il tumore in modo ampio, con margini di sicurezza adeguati, senza dover compromettere il risultato estetico o funzionale finale. Questo è un punto fondamentale per il paziente: la radicalità oncologica e il risultato cosmetico non sono in conflitto quando il chirurgo padroneggia tutte le tecniche ricostruttive del volto.

La scelta della ricostruzione dipende dal caso

La tecnica di ricostruzione non è uguale per tutti: dipende dalle dimensioni della lesione e dal fatto che si tratti di un tumore comparso per la prima volta, di una recidiva o di un allargamento. Il Dott. Spinelli sceglie l’approccio più adatto caso per caso:

  • Lembo di vicinanza: per i tumori di piccole dimensioni, intorno al centimetro, non recidivi.
  • Lembo locale peduncolato: per i tumori inferiori ai tre centimetri, non recidivi.
  • Innesto di cute o sostituto dermico: nelle recidive, come ricostruzione differita descritta sopra, in attesa del risultato istologico definitivo.

Come si accede all’intervento

L’intervento per il basalioma può essere eseguito sia in regime pubblico sia in libera professione. Prima di procedere, ogni caso viene discusso al GOM, il Gruppo Oncologico Multidisciplinare dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi, a cui partecipano chirurghi maxillo facciali, dermatologi, radiologi e oncologi. È questo confronto tra specialisti a definire il percorso di cura più adatto.

In attività istituzionale, cioè nel percorso pubblico, i tempi di attesa per i pazienti oncologici sono contenuti entro le quattro settimane presso la SOD di Chirurgia Maxillo Facciale di Careggi, senza necessità di impegnativa. La possibilità di scegliere il primo operatore è invece riservata alla libera professione.

Il decorso dopo l’intervento

Dopo l’asportazione di un basalioma del viso il primo controllo avviene a distanza di una settimana, con la rimozione dei punti e della medicazione. Seguono controlli programmati a uno, tre e sei mesi dall’intervento, per verificare la corretta guarigione e l’evoluzione della cicatrice. Superata questa fase, il paziente viene affidato al dermatologo curante per il monitoraggio nel tempo.

 

Nelle lesioni di piccole dimensioni il gonfiore si risolve in genere entro otto o dieci giorni. Il ritorno a un lavoro di tipo impiegatizio è possibile già dopo tre o cinque giorni.

Un caso clinico: ricostruzione complessa dopo sette recidive

Il caso che segue è raccontato in forma anonima e descrive un intervento eseguito dal Dott. Spinelli e dalla sua équipe presso l’AOU Careggi di Firenze.

La presentazione clinica

Una paziente proveniente da Palermo è giunta in ambulatorio dopo aver subito sette recidive di basalioma in altrettanti interventi precedenti, eseguiti in sedi diverse. Il quadro clinico al momento della prima visita era estremamente complesso: la malattia aveva infiltrato il labbro superiore e gran parte del naso, rendendo necessaria una resezione molto estesa che coinvolgeva strutture sia dei tessuti molli sia del supporto scheletrico nasale.

La pianificazione chirurgica

L’intervento è stato pianificato come una resezione oncologicamente radicale seguita da una ricostruzione complessa in più componenti. Per il naso si è scelta una ricostruzione che combinava costa omologa (per ripristinare il supporto scheletrico) e lembo frontale (per la copertura cutanea). Per il labbro superiore, dove la perdita di tessuto era troppo estesa per una ricostruzione con tessuti locali, è stato utilizzato un lembo libero di avambraccio, una tecnica di microchirurgia ricostruttiva che permette di trasferire un’unità di tessuto vascolarizzato da un’area donatrice distante.

Il risultato a distanza

Dopo circa 10 anni di follow-up oncologico, la paziente non ha manifestato ulteriori recidive. Il caso illustra come, anche in situazioni clinicamente molto avanzate e con storia di recidive multiple, una pianificazione chirurgica accurata, una resezione oncologicamente adeguata e una ricostruzione personalizzata possano portare a risultati duraturi nel tempo.

Cosa preoccupa di più i pazienti con diagnosi di basalioma

Le domande che i pazienti rivolgono al Dott. Spinelli durante la prima visita ruotano principalmente attorno a due preoccupazioni: il rischio di recidiva del tumore e la visibilità delle cicatrici dopo l’intervento. Sono entrambi temi legittimi, su cui è importante fornire risposte chiare.

Il rischio di recidiva

La recidiva rappresenta una preoccupazione concreta, perché il basalioma può ricomparire nella stessa sede o in altre aree cutanee. Il rischio è influenzato da diversi fattori: la radicalità dell’asportazione iniziale (margini liberi documentati istologicamente), la varianza istologica del tumore, la sede anatomica e soprattutto il comportamento successivo del paziente in termini di esposizione solare. Un follow-up dermatologico periodico e l’adozione di una corretta fotoprotezione riducono significativamente il rischio.

Le cicatrici

I pazienti vorrebbero idealmente cicatrici invisibili. Nella realtà clinica, ogni intervento chirurgico lascia un esito cicatriziale, ma la sua visibilità può essere ridotta in modo significativo attraverso scelte tecniche adeguate: orientamento delle incisioni lungo le linee di tensione cutanea, suture per piani con materiali specifici, scelta del lembo o dell’innesto in base alle caratteristiche del tessuto circostante. Nei mesi successivi, l’evoluzione cicatriziale viene seguita con controlli periodici e, se necessario, con trattamenti correttivi.

Come evolve la cicatrice sul viso

Sul volto le cicatrici tendono a guarire molto bene quando l’asportazione del tumore segue le linee di Langer, le linee naturali di tensione della pelle, e quando la ricostruzione impiega lembi di uso consolidato. È il rispetto di questi principi, più di ogni trattamento successivo, a determinare la qualità del risultato estetico nel tempo.

Cosa molti pazienti sottovalutano sul basalioma

I dati dell’Associazione Italiana Registri Tumori (AIRTUM) confermano che i tumori cutanei non melanoma, di cui il basalioma rappresenta la quota più ampia, sono in costante aumento in Italia, soprattutto nella popolazione adulta e anziana.

Il fattore di rischio più sottovalutato dai pazienti che ricevono diagnosi di basalioma è la propria storia di esposizione solare. Molte persone, anche dopo l’intervento, non modificano i comportamenti di esposizione che hanno favorito la comparsa del tumore. Questo è particolarmente vero nei pazienti che hanno svolto attività professionali o ricreative all’aria aperta per molti anni, oppure in chi si è esposto in modo intenso e ripetuto in vacanza senza adeguata protezione.

Le abitudini da modificare dopo la diagnosi

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Tabella riassuntiva: il basalioma in sintesi

Aspetto Caratteristica
Frequenza Tumore cutaneo più diffuso
Aggressività Crescita lenta, localmente invasivo, raramente metastatico
Sedi più colpite (esperienza Dott. Spinelli) Naso, vertice e cuoio capelluto, palpebre
Causa principale Esposizione cronica ai raggi UV
Trattamento di elezione Asportazione chirurgica con margini di sicurezza
Tipologie ricostruzione Immediata o differita, in base al caso
Tecniche ricostruttive Sutura diretta, lembi locali, innesti, lembi liberi microvascolari
Follow-up Controlli dermatologici periodici, fotoprotezione

Perché scegliere il Dott. Spinelli per il trattamento del basalioma

La scelta del chirurgo per un intervento di asportazione di basalioma del viso non è secondaria. La combinazione tra radicalità oncologica e qualità del risultato estetico-funzionale dipende dall’esperienza specifica del professionista nel distretto interessato.
Schema delle 5 tappe del percorso clinico per il paziente con basalioma: visita ed esame clinico, pianificazione della strategia chirurgica e ricostruttiva, intervento di asportazione e ricostruzione, esame istologico per verifica dei margini, follow-up con controlli periodici. Tutto il percorso è coordinato dall'équipe del Dott. Giuseppe Spinelli presso l'AOU Careggi di Firenze, struttura di riferimento per il distretto testa-collo.
Il percorso clinico completo, dalla prima visita al follow-up post-operatorio
  • Volume di interventi: circa 50 basaliomi del distretto testa-collo l’anno, con casistica consolidata su tutte le sedi anatomiche
  • Specializzazione esclusiva sul volto: il Dott. Spinelli opera esclusivamente nel distretto testa-collo, condizione che garantisce padronanza approfondita di anatomia chirurgica e tecniche ricostruttive specifiche
  • Tutte le opzioni ricostruttive disponibili: dalla sutura diretta ai lembi liberi microvascolari, con possibilità di scegliere la soluzione più adatta al singolo caso senza limitazioni tecniche
  • Doppia opzione di tempistica ricostruttiva: immediata o differita, valutata in base alle caratteristiche del tumore e alla complessità della ricostruzione
  • Strutture di riferimento: attività chirurgica presso l’AOU Careggi di Firenze e altre strutture accreditate, con team multidisciplinare consolidato

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Domande Frequenti sul Basalioma

Sì, sono tre nomi per la stessa patologia. Il termine più usato nei referti istologici e nella pratica clinica è carcinoma basocellulare, mentre basalioma è la forma abbreviata di uso comune ed epitelioma basocellulare è una denominazione più datata ma ancora presente in letteratura. In tutti i casi si parla del tumore cutaneo più frequente, a crescita lenta e raramente metastatico, il cui trattamento di elezione è l’asportazione chirurgica con margini di sicurezza.

Il basalioma può recidivare più volte, soprattutto se l’asportazione iniziale non ha ottenuto margini istologici liberi o se il paziente continua a esporsi cronicamente ai raggi UV. Secondo le Linee Guida AIOM, un paziente con precedente diagnosi di basalioma ha un rischio approssimativo del 15% di sviluppare un altro carcinoma basocellulare in un anno e del 35% a 5 anni. Nella pratica del Dott. Spinelli sono giunti in osservazione casi con storia di anche sette recidive precedenti…

Ogni intervento chirurgico lascia una cicatrice, ma la sua visibilità dipende dalla sede, dalle dimensioni della lesione e dalla tecnica utilizzata. Il Dott. Spinelli orienta le incisioni lungo le linee di tensione cutanea naturale e sceglie tecniche ricostruttive (sutura diretta, lembi locali, innesti) calibrate per minimizzare l’esito cicatriziale. Nei mesi successivi l’evoluzione viene seguita con controlli periodici.

La durata varia in base alle dimensioni del tumore e alla complessità della ricostruzione. Asportazioni di basaliomi piccoli con sutura diretta possono durare 30-60 minuti, mentre interventi che richiedono lembi locali o innesti possono richiedere 1-3 ore. I casi complessi con ricostruzioni microchirurgiche multiple possono prolungarsi ulteriormente. La pianificazione viene illustrata al paziente durante la visita preoperatoria.

Non esiste una risposta univoca: la scelta dipende dalle caratteristiche del tumore, dalla sede, dall’estensione della perdita di sostanza e dalla preferenza del paziente. La ricostruzione immediata permette di chiudere il difetto nella stessa seduta, mentre quella differita consente di attendere il responso istologico definitivo prima di procedere. Il Dott. Spinelli valuta caso per caso quale strategia offra il miglior compromesso tra sicurezza oncologica e risultato estetico.

Una storia di basalioma rappresenta un fattore di rischio per nuove lesioni cutanee future. Dopo l’intervento è importante adottare una fotoprotezione costante: creme solari ad alto fattore di protezione, copricapo a tesa larga, evitare l’esposizione nelle ore centrali della giornata. Questo non significa rinunciare alla vita all’aria aperta, ma adottare comportamenti che riducano la dose cumulativa di raggi UV sulla pelle.
I tempi di guarigione dipendono dal tipo di intervento. Per asportazioni semplici con sutura diretta, le suture vengono rimosse dopo 7-10 giorni e la cicatrice continua a maturare per diversi mesi. Per ricostruzioni con lembi o innesti i tempi sono più lunghi, con guarigione progressiva e maturazione del risultato finale che si completa tra i 6 e i 12 mesi. Il Dott. Spinelli programma controlli post-operatori dedicati per seguire l’evoluzione.

Il dermatologo è il primo riferimento per la diagnosi e per l’asportazione di lesioni piccole e ben definite. Il chirurgo maxillo-facciale è il professionista di riferimento quando il basalioma è esteso, recidivo, localizzato in aree complesse (palpebre, narici, labbro), oppure richiede ricostruzioni che coinvolgono più piani tissutali. La sua formazione interdisciplinare gli permette di gestire sia la componente oncologica sia quella ricostruttiva nello stesso percorso.

Il basalioma rimane un carcinoma a comportamento prevalentemente locale e raramente metastatizza. Tuttavia, se trascurato per molti anni, può infiltrare profondamente i tessuti circostanti, comprese strutture ossee e cartilaginee del viso, rendendo l’intervento successivamente molto più complesso. Inoltre, la presenza di un basalioma indica una predisposizione cutanea che aumenta il rischio di sviluppare nello stesso paziente altri tumori della pelle, anche di tipo diverso (carcinoma squamocellulare, melanoma).

Il primo controllo, con rimozione dei punti e della medicazione, avviene dopo una settimana. Nelle lesioni piccole il gonfiore si risolve entro otto o dieci giorni e il ritorno a un lavoro d’ufficio è possibile già dopo tre o cinque giorni. Seguono controlli a uno, tre e sei mesi, dopodiché il monitoraggio prosegue con il dermatologo curante.

La scelta dipende dalle dimensioni della lesione e dal fatto che sia un tumore primario o una recidiva. Per i tumori piccoli, intorno al centimetro, si utilizza un lembo di vicinanza; per quelli sotto i tre centimetri un lembo locale peduncolato; nelle recidive si ricorre a un innesto di cute o a un sostituto dermico, in attesa dell’esame istologico definitivo, con ricostruzione in un secondo tempo.

Nel percorso pubblico i tempi per i pazienti oncologici sono contenuti entro le quattro settimane presso la SOD di Chirurgia Maxillo Facciale di Careggi, senza necessità di impegnativa. Ogni caso viene prima discusso dal Gruppo Oncologico Multidisciplinare. La scelta del primo operatore è possibile in libera professione

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