Tumore alla Mandibola: Intervento di Resezione e Ricostruzione con Tecnologia CAD-CAM

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Il tumore alla mandibola è una neoplasia, benigna o maligna, che colpisce la struttura ossea della mascella inferiore. Il trattamento richiede una resezione chirurgica seguita da una ricostruzione complessa che restituisca al paziente forma, funzione masticatoria e capacità di parlare. Il Dott. Giuseppe Spinelli, Direttore della Chirurgia Maxillo-Facciale all’Ospedale Careggi di Firenze, esegue circa 30 interventi chirurgici maggiori di demolizione e ricostruzione mandibolare all’anno, utilizza la tecnologia CAD-CAM su tutti i pazienti operati, lavora con due équipe chirurgiche simultanee e completa la riabilitazione protesica entro 12 mesi dall’intervento.

Cos'è il tumore alla mandibola

Il tumore alla mandibola è una crescita anomala di cellule che si sviluppa nella mandibola, l’osso mobile della mascella inferiore. Può originare direttamente dall’osso (tumori odontogeni e non odontogeni) oppure essere il risultato dell’estensione di un tumore della mucosa orale che ha infiltrato secondariamente il tessuto osseo. La diagnosi richiede esami radiologici (ortopantomografia, TC, risonanza magnetica) e una biopsia per la conferma istologica. Le scelte terapeutiche seguono le linee guida AIOCC per i tumori del distretto testa-collo, anche disponibili in versione informativa sul portale tumori del distretto testa-collo dell’AIRC.

Tumori benigni vs maligni della mandibola

I tumori benigni della mandibola, come l’ameloblastoma, il fibroma cementificante o l’odontoma, hanno una crescita lenta, non producono metastasi e generalmente non infiltrano i tessuti molli circostanti. Possono però essere localmente aggressivi, deformare il volto e compromettere la funzione masticatoria. I tumori maligni della mandibola, in particolare il carcinoma squamocellulare, hanno una crescita più rapida, tendono a infiltrare i tessuti vicini e possono dare metastasi linfonodali al collo o, più raramente, ad altri organi. La distinzione tra benigno e maligno determina l’approccio chirurgico e il piano di follow-up.

Le principali forme istologiche

Tra i tumori benigni della mandibola, l’ameloblastoma rappresenta la forma più frequente: nasce dai residui epiteliali dello sviluppo dentale, è localmente aggressivo e ha alto rischio di recidiva se non rimosso con margini adeguati. Il carcinoma squamocellulare, invece, è il tumore maligno più frequente del distretto e nella maggior parte dei casi raggiunge la mandibola partendo dalla mucosa del pavimento orale, della lingua o della gengiva. Esistono inoltre sarcomi mandibolari (osteosarcoma, condrosarcoma), molto rari ma molto aggressivi, che richiedono protocolli oncologici dedicati.

L’esperienza del Dott. Spinelli nella chirurgia del tumore mandibolare

Il Dott. Giuseppe Spinelli è Direttore del reparto di Chirurgia Maxillo-Facciale dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Careggi di Firenze, struttura di riferimento nazionale per la chirurgia oncologica del distretto testa-collo e per gli interventi ricostruttivi complessi sulla mandibola. Il volume operatorio elevato consente alla sua équipe di affrontare anche i casi più complessi con protocolli standardizzati.

Direttore al Careggi di Firenze e i numeri dell’équipe

Il Dott. Spinelli e la sua équipe eseguono circa 30 interventi chirurgici maggiori all’anno per demolizione e ricostruzione primaria e secondaria di tumori della mandibola. Si tratta di un volume operatorio coerente con un centro di riferimento nazionale, che consente di mantenere una curva di apprendimento alta su tecniche complesse, di standardizzare i protocolli e di affrontare anche i casi più rari. Quando necessario, l’équipe esegue anche la ricostruzione protesica CAD-CAM dell’articolazione temporo-mandibolare, in forma monocompartimentale o bicompartimentale: una sotto-specializzazione che pochissimi centri in Italia possono garantire.

Coordinamento dell’équipe maxillo-facciale e degli ingegneri biomedici

Il ruolo di Direttore del reparto consente al Dott. Spinelli di coordinare un’équipe multidisciplinare che include anatomopatologi, radiologi, oncologi medici, radioterapisti, nutrizionisti e anestesisti. Tutti i casi di tumore mandibolare vengono discussi nella riunione multidisciplinare settimanale del giovedì, in cui ogni decisione terapeutica è presa collegialmente sulla base delle linee guida nazionali e internazionali e dei dati clinici, radiologici e istologici del singolo paziente. La specificità della chirurgia mandibolare oncologica del Dott. Spinelli sta nella collaborazione strutturata con un team di ingegneri biomedici che lavorano insieme ai chirurghi nella fase di pianificazione pre-operatoria con la tecnologia CAD-CAM.

Le quattro tipologie di resezione mandibolare

L’intervento di asportazione del tumore mandibolare prende il nome di resezione mandibolare. A seconda dell’estensione del tumore e del suo rapporto con i tessuti circostanti, il chirurgo sceglie tra quattro tipologie progressivamente più estese di resezione. La scelta viene fatta sulla base degli esami radiologici pre-operatori e, durante l’intervento, sulla base dell’esame istologico estemporaneo dei margini.

Le quattro tipologie di resezione mandibolare: marginale, a tutto spessore, con mucosa intraorale e con asportazione della cute

Resezione marginale

La resezione marginale è la forma meno estesa: viene rimossa solo una porzione dell’osso mandibolare, mantenendo intatta la continuità della mandibola. È indicata per i tumori benigni di piccole dimensioni che non infiltrano profondamente l’osso e per alcune lesioni precoci. È la resezione che lascia il paziente con il minor deficit funzionale, perché l’arco mandibolare resta continuo e non richiede una ricostruzione ossea complessa: bastano un innesto di osso autologo o un materiale sostitutivo per ripristinare il volume.

Resezione a tutto spessore

La resezione a tutto spessore comporta la rimozione completa di un segmento mandibolare, con interruzione della continuità dell’osso. È indicata per i tumori benigni aggressivi (ameloblastoma) o per i tumori maligni che hanno infiltrato l’osso in profondità senza però estendersi alla mucosa o alla cute. Richiede una ricostruzione ossea immediata mediante lembo libero microvascolarizzato (in genere lembo di perone o lembo di cresta iliaca) per restituire al paziente la forma e la funzione mandibolare.

Resezione a tutto spessore con mucosa intraorale

Quando il tumore ha infiltrato non solo l’osso ma anche la mucosa intraorale del vestibolo o del pavimento della bocca, la resezione si estende a comprendere il tessuto mucoso interessato. La ricostruzione in questo caso deve restituire sia il segmento osseo sia la copertura mucosa interna, e tipicamente si esegue con un lembo libero composito (osso più tessuti molli) prelevato dal perone con la sua componente cutanea. È un intervento più complesso del precedente perché coinvolge due piani anatomici.

Resezione con asportazione della cute

Nei casi più avanzati, in cui il tumore ha infiltrato l’osso, la mucosa intraorale e la cute del volto, la resezione comprende anche la pelle sovrastante. Questa è la forma più estesa e richiede una ricostruzione su tre piani: osseo, mucoso e cutaneo. Il risultato funzionale ed estetico dipende fortemente dalla pianificazione CAD-CAM pre-operatoria e dalla scelta dei lembi liberi più adatti alla copertura. È un intervento eseguito solo in centri di altissima specializzazione.

Localizzazioni più frequenti del tumore mandibolare

La mandibola si divide anatomicamente in più segmenti: il corpo (la parte orizzontale che porta i denti), l’angolo (il punto di transizione tra corpo e ramo verticale), la branca montante (la parte verticale che sale verso l’articolazione) e il condilo (la testa che si articola con l’osso temporale). La localizzazione del tumore all’interno di questi segmenti determina sia la complessità chirurgica sia il tipo di ricostruzione necessaria.

Anatomia della mandibola con le quattro localizzazioni più frequenti del tumore mandibolare: corpo, angolo, branca montante e condilo

Corpo, angolo e branca montante

Il corpo mandibolare, l’angolo e la branca montante sono le sedi più frequentemente colpite dai tumori mandibolari. Per i tumori del corpo, la ricostruzione deve restituire l’arco osseo che porta i denti anteriori o laterali, e richiede una pianificazione dettagliata per consentire il successivo posizionamento degli impianti dentali. Per i tumori dell’angolo e della branca montante, la ricostruzione deve preservare l’inserzione dei muscoli masticatori, essenziali per il successivo recupero della funzione.

Il condilo mandibolare e la ricostruzione protesica dell’ATM

Il condilo mandibolare, ovvero la parte più alta della mandibola che si articola con l’osso temporale formando l’articolazione temporo-mandibolare (ATM), è raramente colpito da tumori primitivi. Quando questo accade, l’intervento di resezione richiede una ricostruzione articolare specifica per preservare il movimento di apertura e chiusura della bocca. L’équipe del Dott. Spinelli esegue la ricostruzione protesica CAD-CAM dell’ATM nelle due forme che la moderna chirurgia consente: la ricostruzione monocompartimentale, che sostituisce il solo condilo mandibolare con una protesi pianificata su misura, e la ricostruzione bicompartimentale, che sostituisce sia il condilo sia la fossa glenoidea dell’osso temporale, ricreando l’intera articolazione. Si tratta dei casi più complessi della chirurgia mandibolare oncologica, possibili solo in centri con tecnologia CAD-CAM strutturata e con un team chirurgico abituato a questo tipo di pianificazione.

La tecnologia CAD-CAM: il differenziatore unico

La tecnologia CAD-CAM applicata alla chirurgia mandibolare oncologica è il punto di forza più caratterizzante dell’approccio del Dott. Spinelli. CAD-CAM significa Computer-Aided Design e Computer-Aided Manufacturing: la pianificazione e l’esecuzione dell’intervento vengono progettate al computer con software dedicati prima ancora che il paziente entri in sala operatoria. Il Dott. Spinelli utilizza la tecnologia CAD-CAM nel 100% dei pazienti operati per tumore alla mandibola: non un’opzione disponibile, ma uno standard di reparto applicato a tutti i casi. Il risultato è una precisione millimetrica della resezione e della ricostruzione, che nessuna pianificazione manuale può eguagliare, come confermato dagli studi clinici sulla ricostruzione mandibolare CAD-CAM.

Il workflow CAD-CAM in 5 passaggi per la chirurgia del tumore alla mandibola: acquisizione TC, modello 3D, pianificazione virtuale, stampa guide chirurgiche e intervento in sala operatoria

Cosa significa CAD-CAM in chirurgia maxillo-facciale

In chirurgia maxillo-facciale, CAD-CAM significa che le immagini radiologiche del paziente (TC ad alta risoluzione, in alcuni casi integrate con risonanza magnetica) vengono trasformate in un modello tridimensionale digitale della mandibola. Su questo modello virtuale, il chirurgo e gli ingegneri biomedici disegnano insieme la linea di resezione del tumore, definiscono i margini di sicurezza, modellano il lembo osseo ricostruttivo e progettano la posizione degli impianti dentali per la successiva riabilitazione. Tutta la pianificazione avviene prima dell’intervento.

Il workflow operativo passo per passo

Il percorso CAD-CAM si articola in cinque fasi. La prima è l’acquisizione delle immagini radiologiche TC ad alta risoluzione del massiccio facciale e delle aree donatrici per il lembo (perone, cresta iliaca). La seconda è l’elaborazione di un modello 3D digitale del paziente con software dedicato. La terza è la pianificazione virtuale dell’intervento, eseguita congiuntamente da chirurghi e ingegneri biomedici: si definiscono linea di resezione, geometria del lembo osseo, posizione di placche di osteosintesi e impianti dentali. La quarta è la produzione fisica delle guide chirurgiche (cutting guide) e delle placche pre-modellate. La quinta è l’intervento in sala operatoria, eseguito con le guide stampate che riproducono esattamente la pianificazione.

Il ruolo degli ingegneri biomedici

Gli ingegneri biomedici sono il secondo polo della pianificazione CAD-CAM. La loro competenza tecnica nella modellazione 3D, nel rendering anatomico e nella biomeccanica permette di tradurre l’indicazione clinica del chirurgo in una soluzione progettuale concreta. La collaborazione strutturata con il team di ingegneri è ciò che distingue un centro di riferimento nazionale da una semplice unità chirurgica: la pianificazione richiede settimane di lavoro congiunto prima dell’intervento e produce strumentario chirurgico personalizzato per il singolo paziente.

Ricostruzione protesica CAD-CAM dell’articolazione temporo-mandibolare

Una sotto-specializzazione dell’équipe del Dott. Spinelli è la ricostruzione protesica CAD-CAM dell’articolazione temporo-mandibolare, eseguita quando il tumore coinvolge il condilo mandibolare o quando esiti chirurgici precedenti hanno compromesso l’articolazione. La ricostruzione protesica può essere monocompartimentale (sostituzione del solo condilo con una protesi disegnata e prodotta su misura del paziente) o bicompartimentale (sostituzione del condilo mandibolare e della fossa glenoidea dell’osso temporale, ricreando l’intera articolazione). Anche queste protesi sono pianificate e fabbricate con tecnologia CAD-CAM in collaborazione con gli ingegneri biomedici, garantendo un’adattabilità anatomica che le protesi standard non possono raggiungere.

Doppia équipe chirurgica simultanea

La pianificazione CAD-CAM viene tradotta in sala operatoria da due équipe chirurgiche che lavorano simultaneamente. Mentre la prima équipe esegue la resezione del tumore al volto del paziente, la seconda équipe prepara contemporaneamente il lembo osseo nell’area donatrice (in genere la gamba per il lembo di perone, o il bacino per il lembo di cresta iliaca). Quando la resezione è completata, il lembo è già modellato e pronto per essere trasferito al difetto mandibolare. L’intervento complessivo dura mediamente da 8 a 10 ore, con il ricovero post-operatorio che si attesta tra i 7 e i 10 giorni.

Confronto tra doppia équipe chirurgica simultanea ed équipe sequenziale tradizionale nell'intervento di resezione e ricostruzione mandibolare: tempi, precisione e risultato per il paziente

Come due équipe lavorano in parallelo

La doppia équipe simultanea richiede una sala operatoria di grandi dimensioni, due tavoli operatori separati e una coreografia precisa di chirurghi, strumentisti e anestesisti. Il paziente è in anestesia generale unica, ma due gruppi operatori distinti lavorano contemporaneamente su due aree corporee diverse. Il vantaggio principale è la riduzione del tempo chirurgico totale, che nei centri non specializzati può raggiungere le 10-12 ore e che con il modello del Dott. Spinelli si contiene tra le 8 e le 10 ore.

Il vantaggio per il paziente in termini di precisione, tempi e risultato

Il vantaggio della doppia équipe non si misura solo in ore di intervento risparmiate. Le guide chirurgiche CAD-CAM utilizzate dalla prima équipe per la resezione hanno la loro controparte in guide gemelle utilizzate dalla seconda équipe per la modellazione del lembo osseo: i due segmenti si incastrano perfettamente quando vengono uniti. Il risultato finale è una funzione masticatoria e fonatoria più vicina al pre-intervento, un risultato estetico più armonico e un decorso post-operatorio in genere più rapido grazie alla riduzione dei tempi di esposizione chirurgica.

La riabilitazione protesica entro 1 anno

L’intervento di asportazione e ricostruzione mandibolare è solo la prima fase del percorso terapeutico. La riabilitazione protesica, ovvero il restauro della funzione masticatoria attraverso impianti dentali e protesi dentarie, viene completata entro 12 mesi dall’intervento iniziale. Questo è un dato che fa la differenza rispetto ai centri non specializzati, dove la riabilitazione può richiedere anche 18-24 mesi o non venire affatto completata.

Riabilitazione protesica entro 12 mesi dall’intervento

Per i pazienti operati dal Dott. Spinelli, grazie alla pianificazione CAD-CAM applicata al 100% dei casi che integra fin dall’inizio la posizione degli impianti dentali nella ricostruzione del lembo osseo.

Cosa significa per il paziente

Per un paziente operato di tumore mandibolare, la riabilitazione protesica entro 1 anno significa tornare a masticare cibi solidi, parlare in modo comprensibile e sorridere con un volto simmetrico in un tempo compatibile con la ripresa della vita normale. La differenza rispetto a un percorso più lungo non è solo funzionale ma anche psicologica: ridurre i mesi tra l’intervento e il recupero pieno della qualità di vita è un valore di per sé.

Le fasi della riabilitazione

La riabilitazione protesica si articola in tre fasi. La prima è la guarigione del lembo osseo, che richiede da 3 a 4 mesi: in questo periodo l’osso trapiantato si integra completamente nella mandibola ricevente. La seconda fase è la osteointegrazione degli impianti dentali, che possono essere posizionati già durante l’intervento iniziale grazie alla pianificazione CAD-CAM oppure in un secondo tempo: l’osteointegrazione richiede dai 3 ai 6 mesi. La terza fase è la realizzazione e applicazione della protesi dentaria definitiva, in collaborazione con il protesista, che completa il percorso entro i 12 mesi.

Le domande che pazienti e familiari fanno più spesso

Affrontare una diagnosi di tumore alla mandibola è un’esperienza che coinvolge il paziente e tutta la sua famiglia. Durante le visite pre-operatorie emergono regolarmente alcune domande, che il Dott. Spinelli affronta con trasparenza e con il supporto dei dati clinici dell’équipe del Careggi.

Sopravvivenza dopo intervento

La domanda sulla sopravvivenza è quasi sempre la prima. La risposta dipende dalla natura del tumore (benigno o maligno), dal tipo istologico, dalle dimensioni, dall’eventuale presenza di metastasi linfonodali al collo e dalla precocità della diagnosi. Per i tumori benigni la sopravvivenza è eccellente e la guarigione è la regola, con il solo rischio di recidive locali da monitorare nel tempo. Per i tumori maligni, la prognosi varia in base allo stadio: una diagnosi precoce, una resezione completa con margini liberi e un piano di radioterapia adiuvante quando necessario possono raggiungere percentuali di sopravvivenza a 5 anni superiori al 70% nei casi diagnosticati in fase iniziale.

Respirazione, alimentazione e parola

Le altre tre domande costanti riguardano la qualità di vita dopo l’intervento: respirerò normalmente? Potrò mangiare? Parlerò come prima? La pianificazione CAD-CAM e la ricostruzione con lembo libero microvascolarizzato hanno l’obiettivo proprio di restituire queste tre funzioni essenziali. Nella maggior parte dei pazienti operati, la respirazione torna normale entro pochi giorni dall’intervento. L’alimentazione liquida e semi-liquida riprende in pochi giorni; la masticazione di cibi solidi torna progressivamente nei mesi successivi, completandosi con la riabilitazione protesica. La parola può presentare iniziali difficoltà di articolazione, in genere risolte da pochi mesi di logopedia.

Cosa sorprende positivamente i pazienti dopo l’intervento

L’esperienza clinica dell’équipe del Dott. Spinelli mostra come molti pazienti, pur consapevoli della complessità dell’intervento, restino positivamente sorpresi dal decorso effettivo. Le aspettative iniziali, spesso costruite su informazioni generiche trovate online o su esperienze raccontate da chi è stato operato in centri non specializzati, vengono in genere superate dalla realtà.

Recupero rapido in assenza di complicanze

In assenza di complicanze post-operatorie, il recupero funzionale dopo un intervento di resezione e ricostruzione mandibolare con tecnica CAD-CAM e doppia équipe è molto più rapido di quanto la maggior parte dei pazienti si aspetti. Il ricovero post-operatorio dura mediamente da 7 a 10 giorni e in questo periodo si imposta la rialimentazione progressiva, si gestisce il drenaggio e si valuta l’integrazione iniziale del lembo. La precisione della pianificazione pre-operatoria, la riduzione dei tempi chirurgici e l’integrazione del lembo osseo nei tempi previsti consentono un decorso post-operatorio lineare. La sorpresa positiva è una costante riportata nei controlli a sei mesi e a un anno.

Qualità di vita a distanza di anni

Anche a distanza di anni, la qualità di vita dei pazienti operati per tumore mandibolare con questo protocollo è generalmente buona. Mangiano, parlano, sorridono e conducono una vita sociale e lavorativa normale. La presenza della cicatrice è ridotta dalla pianificazione cervico-facciale degli accessi chirurgici, la simmetria del volto è preservata dalla ricostruzione con lembo modellato CAD-CAM, e la riabilitazione protesica dà l’aspetto naturale di una dentatura completa. Per molti pazienti, a distanza di un anno o due, il ricordo dell’intervento diventa secondario rispetto alla normalità della vita quotidiana ritrovata.

Domande Frequenti sul Tumore alla Mandibola

È la progettazione computerizzata dell'intervento prima di eseguirlo. CAD-CAM significa Computer-Aided Design e Computer-Aided Manufacturing: le immagini TC del paziente vengono trasformate in un modello 3D digitale sul quale chirurghi e ingegneri biomedici pianificano insieme la linea di resezione del tumore, la geometria del lembo osseo ricostruttivo e la posizione degli impianti dentali. Le guide chirurgiche personalizzate vengono poi stampate fisicamente e utilizzate in sala operatoria. Il Dott. Spinelli applica la tecnologia CAD-CAM nel 100% dei pazienti operati per tumore alla mandibola.

Mediamente da 8 a 10 ore. La durata dipende dall'estensione della resezione e dalla complessità della ricostruzione, ma il modello a doppia équipe chirurgica simultanea utilizzato dall'équipe del Dott. Spinelli mantiene il tempo chirurgico totale tra le 8 e le 10 ore, contro le 10-12 ore tipiche dei centri non specializzati a équipe sequenziale. La precisione delle guide CAD-CAM riduce inoltre il tempo necessario alla modellazione del lembo in sala operatoria.

Mediamente da 7 a 10 giorni. Il ricovero post-operatorio serve a monitorare l'integrazione iniziale del lembo osseo, gestire il drenaggio chirurgico, impostare la rialimentazione progressiva e valutare il corretto recupero funzionale prima della dimissione. La durata può variare in base all'estensione dell'intervento, all'età del paziente e alla presenza di eventuali complicanze post-operatorie.

Sì, ma per gradi. Nei primi giorni dopo l'intervento l'alimentazione è liquida o semi-liquida tramite sondino naso-gastrico, poi si passa progressivamente a una dieta morbida per via orale. Nei mesi successivi, con l'integrazione del lembo osseo, si torna a una dieta più consistente. La capacità di masticare cibi solidi viene completamente restituita con la riabilitazione protesica, che si completa entro 12 mesi dall'intervento.

Sì, in genere senza grandi difficoltà. La pianificazione CAD-CAM ricrea la geometria mandibolare il più possibile vicina a quella pre-intervento, preservando i punti di inserzione dei muscoli della lingua e del pavimento orale che sono coinvolti nella fonazione. Eventuali difficoltà iniziali di articolazione si risolvono nelle settimane successive, eventualmente con il supporto di poche sedute di logopedia. La maggior parte dei pazienti, a distanza di pochi mesi, parla in modo del tutto comprensibile e con un timbro sostanzialmente invariato.

Entro 12 mesi dall'intervento di resezione e ricostruzione. La pianificazione CAD-CAM consente di integrare fin dal momento del primo intervento la posizione degli impianti dentali nella ricostruzione del lembo osseo. Dopo i tempi di integrazione dell'osso (3-4 mesi) e di osteointegrazione degli impianti (3-6 mesi), si procede con la realizzazione della protesi dentaria definitiva, completando il percorso entro l'anno.

Dipendono dal tipo di tumore. Per i tumori benigni la sopravvivenza è eccellente e la guarigione è la regola, con monitoraggio nel tempo per le possibili recidive locali. Per i tumori maligni la prognosi varia in base allo stadio al momento della diagnosi: nei casi diagnosticati precocemente, con una resezione completa con margini liberi ed eventuale radioterapia adiuvante, la sopravvivenza a 5 anni può superare il 70%. La diagnosi precoce è il singolo fattore che più influenza la prognosi.

Sì, con tecnologia CAD-CAM. L'équipe del Dott. Spinelli esegue la ricostruzione protesica CAD-CAM dell'articolazione temporo-mandibolare nelle due forme: monocompartimentale, che sostituisce il solo condilo mandibolare con una protesi disegnata su misura del paziente, e bicompartimentale, che sostituisce sia il condilo sia la fossa glenoidea dell'osso temporale, ricreando l'intera articolazione. La pianificazione e la produzione della protesi avvengono con tecnologia CAD-CAM in collaborazione con gli ingegneri biomedici, garantendo un'adattabilità anatomica che le protesi standard non possono raggiungere.

Trattamenti chirurgici oncologici avanzati

A Firenze il Dott. Giuseppe Spinelli, specialista in chirurgia oncologica maxillo-facciale, esegue circa 30 interventi maggiori all'anno per il trattamento dei tumori della mandibola utilizzando la tecnologia CAD-CAM su tutti i pazienti, in collaborazione con ingegneri biomedici, secondo il modello a doppia équipe chirurgica simultanea e con protocolli di riabilitazione protesica completati entro 12 mesi. L'équipe esegue anche la ricostruzione protesica CAD-CAM dell'articolazione temporo-mandibolare, monocompartimentale e bicompartimentale. L'obiettivo è restituire al paziente forma, funzione masticatoria e qualità di vita nel più breve tempo possibile.

Una diagnosi tempestiva e l'affidamento a un centro specializzato sono i due fattori che più influenzano la prognosi. Se hai ricevuto una diagnosi di tumore alla mandibola o sospetti una lesione mandibolare, contatta lo studio per una visita specialistica.

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