Rinoplastica e settoplastica mutuabili: cosa cambia tra ospedale e libera professione

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Sì, l’intervento al naso si può eseguire nel percorso del Servizio Sanitario Nazionale, e questo vale anche per la settorinoplastica, cioè per l’intervento che corregge insieme la respirazione e la forma. La domanda vera, quindi, non è se si possa, ma a quali condizioni. E le condizioni sono due: non si sceglie chi opera, e l’attesa può diventare molto lunga proprio quando l’intervento comprende anche la componente estetica.

In questa guida il Dott. Giuseppe Spinelli, Direttore del reparto di Chirurgia Maxillo Facciale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi di Firenze, spiega che cosa cambia concretamente fra i due percorsi, quanto si aspetta e perché non conviene dividere l’intervento in due tempi.

Che cosa si può operare nel percorso ospedaliero

Nel percorso ospedaliero si eseguono sia gli interventi puramente funzionali sia la settorinoplastica, che comprende anche la correzione della forma del naso. La differenza fra i due percorsi non riguarda dunque il tipo di intervento, ma le condizioni in cui viene eseguito.

Gli interventi che risolvono l’ostruzione respiratoria sono tre, e il Dott. Spinelli li esegue con tecniche che riducono il disagio del paziente:

  • Settoplastica, che si può eseguire anche per via endoscopica, per correggere la deviazione del setto nasale.
  • Turbinoplastica con radiofrequenze e ausilio endoscopico. L’endoscopio consente di lavorare con maggiore precisione e riduce la morbidità dell’intervento, cioè il disturbo che il paziente sperimenta nei giorni successivi.
  • Trattamento della concha bullosa per via endoscopica, quando la conformazione del turbinato medio contribuisce all’ostruzione.

C’è un elemento che il Dott. Spinelli tiene a precisare: entrambe le procedure vengono eseguite sempre senza tamponi nasali. È la differenza che i pazienti percepiscono di più, perché il ricordo peggiore che circola sulla chirurgia del naso riguarda proprio il momento in cui i tamponi vengono rimossi.

Setto e turbinati: la causa e l’effetto

Il Dott. Spinelli descrive il rapporto fra le due strutture in termini di causa ed effetto: la deviazione del setto è la causa dell’ostruzione, l’ipertrofia dei turbinati ne è l’effetto. Intervenire su entrambe permette di risolvere il problema alla radice, invece di limitarsi ad attenuarne le conseguenze.

Illustrazione anatomica del setto nasale deviato e dell'ipertrofia dei turbinati con il flusso d'aria ostruito.
La deviazione del setto è la causa dell’ostruzione, l’ipertrofia dei turbinati ne è l’effetto.

Perché la sola turbinoplastica non basta

La turbinoplastica isolata si può eseguire in anestesia locale, ma il beneficio sulla respirazione è temporaneo e dura in genere dai dodici ai sedici mesi. Il motivo è quello descritto sopra: agisce sull’effetto e non sulla causa. Finché il setto resta deviato, il flusso d’aria continua a distribuirsi in modo scorretto e i turbinati tendono a riformare l’ipertrofia.

Confronto della durata del beneficio respiratorio tra turbinoplastica isolata e settoplastica associata a turbinoplastica
La turbinoplastica isolata agisce sull’effetto e non sulla causa: il beneficio dura in genere dai dodici ai sedici mesi.

È un’informazione che conviene avere prima di scegliere, perché la turbinoplastica isolata sembra la strada più semplice e leggera, ma in molti casi si rivela un rinvio del problema anziché una soluzione.

La prima differenza: chi esegue l’intervento

Nel percorso ospedaliero il paziente non sceglie il primo operatore, e con lui non sceglie neppure l’anestesista, lo strumentista e l’infermiere di sala. Il Dott. Spinelli sottolinea in particolare il ruolo dell’anestesista, che in questa chirurgia incide sul comfort del paziente e sulle condizioni di lavoro del chirurgo più di quanto si immagini.

L’assegnazione dipende dall’organizzazione dell’azienda ospedaliera e dalla disponibilità delle sale. In libera professione, invece, il paziente sceglie il professionista e con lui l’intera équipe, ed è seguito dallo stesso medico dalla prima visita fino ai controlli post operatori.

La seconda differenza: quanto si aspetta

L’attesa non è la stessa per i due interventi, e la ragione è il tempo di sala operatoria che ciascuno richiede. Una settoplastica associata alla turbinoplastica occupa circa 40 minuti. Una settorinoplastica, che comprende anche il rimodellamento della piramide nasale, ne richiede circa due ore, cioè il triplo.

In un reparto a vocazione prevalentemente oncologica, con una quota importante di traumatologia e di chirurgia malformativa, il tempo di sala è la risorsa più contesa. Un intervento che ne assorbe tre volte tanto, e che ha una classe di priorità fra le meno urgenti, scivola inevitabilmente più indietro in lista.

A ogni ricovero programmato viene infatti assegnata una classe di priorità clinica: la classe A prevede il ricovero entro 30 giorni per i casi che possono aggravarsi rapidamente, la B entro 60 giorni, la C entro 180 giorni e la D entro 12 mesi per i quadri che non peggiorano con l’attesa. Un setto deviato, per quanto fastidioso, rientra nelle classi meno urgenti.

InterventoTempo di salaAttesa indicativa
Settoplastica e turbinoplasticacirca 40 minutisei o otto mesi
Settorinoplastica (funzionale ed estetica)circa due oresensibilmente più lunga

A questo si aggiunge un aspetto che il Dott. Spinelli segnala apertamente: un intervento già programmato può essere rinviato per lasciare posto a un’emergenza, anche a pochi giorni dalla data fissata.

Perché non conviene dividere l’intervento in due tempi

Operare il setto in ospedale e rimandare la parte estetica a un secondo intervento privato è una strada che il Dott. Spinelli sconsiglia in modo netto. Le ragioni sono due, e la seconda è quella che i pazienti non immaginano.

La prima è che significa affrontare due procedure invece di una: due anestesie, due decorsi post operatori, due periodi di recupero e due volte il margine di rischio che ogni intervento chirurgico comporta.

La seconda riguarda la cartilagine. Durante la settoplastica la porzione di setto che viene rimossa, se l’intervento si esaurisce lì, viene scartata. Quella stessa cartilagine è però il materiale con cui si costruiscono gli innesti che sostengono il naso in una rinoplastica: gli spreader graft, che mantengono aperta la valvola nasale, e lo strut columellare, che sorregge la punta. Chi opera il setto per primo si presenta al secondo intervento senza il materiale migliore di cui disponeva.

Le alternative esistono, il prelievo dal padiglione auricolare o dalla costola, e il Dott. Spinelli le utilizza abitualmente nei casi complessi e nelle rinoplastiche revisionali. Comportano però un secondo sito chirurgico, che nell’intervento eseguito in una sola seduta non sarebbe servito. Il ruolo degli innesti nella tecnica del Dottore è descritto nella pagina dedicata alla rinoplastica.

Come si accede al percorso ospedaliero

Il percorso comincia con una visita ambulatoriale, durante la quale il chirurgo valuta la respirazione e stabilisce se esiste un’indicazione funzionale. Alla visita seguono gli accertamenti necessari a documentarla:

  • CBCT o TC del massiccio facciale, per studiare la conformazione del setto, dei turbinati e dei seni paranasali.
  • Polisonnografia, quando c’è il sospetto di apnee ostruttive del sonno (OSAS).
  • Esami pre-operatori, che vengono richiesti circa tre mesi prima della data dell’intervento.
Timeline del percorso per la settoplastica in ospedale, dalla prima visita all'intervento
Gli esami pre-operatori vengono richiesti circa tre mesi prima della data fissata, all’interno di un’attesa complessiva di sei o otto mesi.

L’indicazione non si stabilisce però solo con gli esami. Conta anche il quadro clinico: quanto l’ostruzione limita la vita quotidiana, se costringe a respirare dalla bocca, se disturba il sonno. Quando all’ostruzione si associano sinusiti ricorrenti, il quadro va valutato nel suo insieme e può richiedere un intervento sui seni paranasali.

Quanto costa in libera professione

La prima visita di valutazione funzionale con il Dott. Spinelli costa 200 euro e comprende l’esame clinico, la valutazione della respirazione e la richiesta degli accertamenti necessari. Le tariffe degli interventi sono quelle della struttura ospedaliera in cui opera e comprendono anestesia, ricovero, sala operatoria, materiali e visite di controllo.

InterventoCosto
Settoplastica e turbinoplastica (sola componente funzionale)da 3.500 a 5.000 euro
Rinosettoplastica (funzionale ed estetica insieme)da 8.000 a 10.000 euro
Rinoplastica revisionaleda 9.000 a 12.000 euro

Il dettaglio completo, con i fattori che fanno variare il preventivo, è riportato nella tabella dei costi della rinoplastica. Il confronto fra le tecniche impiegate sul dorso osseo, che incide anch’esso sul preventivo, è spiegato nella guida su ultrasonica e tradizionale.

Detrazione fiscale e rimborso assicurativo

Le spese sostenute per un intervento funzionale al naso rientrano fra le spese sanitarie detraibili nella dichiarazione dei redditi. A questo si aggiunge una possibilità che molti pazienti ignorano: alcune polizze sanitarie prevedono un rimborso, parziale o totale, per la settorinoplastica funzionale e ricostruttiva.

Conviene verificarlo con la propria compagnia prima dell’intervento, perché le condizioni cambiano da polizza a polizza e in diversi casi è richiesta un’autorizzazione preventiva, che va ottenuta quando l’intervento non è ancora stato eseguito.

L’esperienza su questi interventi

Presso il reparto di Chirurgia Maxillo Facciale dell’AOU Careggi vengono eseguite ogni anno fra le 60 e le 70 procedure di settoplastica e turbinoplastica, delle quali circa una ventina condotte personalmente dal Dott. Spinelli. La chirurgia funzionale del naso non è un’appendice della chirurgia estetica: richiede la conoscenza dell’anatomia dei seni paranasali, la padronanza della via endoscopica e l’abitudine a gestire quadri complessi, che sono le stesse competenze impiegate nella chirurgia ricostruttiva del massiccio facciale.

Per chi corregge anche la forma del naso, la stessa competenza si combina con la tecnica ultrasonica, impiegata oggi nel 99% degli interventi, e con il percorso di recupero descritto nella guida al post operatorio.

Come orientarsi fra i due percorsi

La scelta non è fra ciò che si può fare e ciò che non si può fare, perché entrambi i percorsi portano allo stesso intervento: è una scelta fra tempi prevedibili e tempi lunghi, e fra scegliere l’équipe e non sceglierla. Se il problema è esclusivamente respiratorio, se non c’è alcuna urgenza e se l’idea di non sapere in anticipo chi eseguirà l’intervento non rappresenta un ostacolo, il percorso ospedaliero è una strada del tutto legittima, e il Dott. Spinelli è il primo a indicarla.

Se invece l’intervento comprende anche la componente estetica, se un rinvio a pochi giorni dalla data avrebbe conseguenze difficili da gestire sul lavoro o in famiglia, oppure se si vuole essere seguiti dallo stesso chirurgo dalla prima visita ai controlli, la libera professione risponde meglio a queste esigenze. Non è una questione di qualità dell’intervento, che è la stessa: è una questione di tempi e di continuità del rapporto.

Domande frequenti

La rinoplastica è mutuabile?

Sì, l’intervento al naso può essere eseguito nel percorso del Servizio Sanitario Nazionale, anche quando comprende la correzione della forma. Cambiano però le condizioni: il paziente non sceglie il chirurgo né l’équipe, e l’attesa per una settorinoplastica è sensibilmente più lunga rispetto a un intervento puramente funzionale.

La settoplastica è mutuabile?

Sì, ed è l’intervento con l’attesa più breve fra quelli che riguardano il naso. Richiede circa 40 minuti di sala operatoria e presso il reparto del Dott. Spinelli l’attesa indicativa è di sei o otto mesi.

Quanto si aspetta per un intervento al naso in ospedale?

Sei o otto mesi per settoplastica e turbinoplastica, sensibilmente di più per la settorinoplastica. La differenza dipende dal tempo di sala operatoria richiesto, circa 40 minuti contro circa due ore, e dalla classe di priorità assegnata, che per questi interventi è fra le meno urgenti.

Conviene operare il setto in ospedale e fare la parte estetica in un secondo momento?

No, il Dott. Spinelli lo sconsiglia in modo netto. Significa affrontare due interventi invece di uno, e soprattutto la cartilagine del setto rimossa durante la settoplastica viene scartata, mentre è il materiale con cui si costruiscono gli innesti necessari alla rinoplastica.

Dopo la settoplastica servono i tamponi nasali?

No, il Dott. Spinelli esegue sia la settoplastica sia la turbinoplastica sempre senza tamponi nasali. È una scelta che riduce sensibilmente il disagio del post operatorio, che è la preoccupazione più diffusa fra chi si informa su questo intervento.

Basta operare i turbinati per respirare meglio?

La turbinoplastica isolata migliora la respirazione, ma il beneficio dura in genere dai dodici ai sedici mesi. Agisce sull’effetto e non sulla causa: se il setto resta deviato, l’ipertrofia dei turbinati tende a ripresentarsi. Per un risultato stabile occorre correggere entrambe le strutture.

L’intervento funzionale al naso è detraibile?

Sì, rientra fra le spese sanitarie detraibili nella dichiarazione dei redditi. Inoltre alcune polizze sanitarie rimborsano, in parte o per intero, la settorinoplastica funzionale e ricostruttiva: conviene verificare le condizioni con la propria compagnia prima dell’intervento.

Il naso storto si può operare gratuitamente?

L’intervento può essere eseguito nel percorso del Servizio Sanitario Nazionale, con i costi a carico del sistema oltre all’eventuale ticket. Non è però una strada rapida né una strada in cui si sceglie il chirurgo: l’attesa si misura in mesi, l’assegnazione dell’operatore e dell’équipe dipende dall’azienda ospedaliera e l’intervento può essere rinviato per un’urgenza.

Prenota una valutazione della respirazione nasale

Capire se il problema è funzionale, estetico o entrambe le cose è il primo passo, e richiede una visita. Nel corso della valutazione il Dott. Spinelli esamina la conformazione del setto e dei turbinati, verifica la respirazione e indica quale dei due percorsi è più adatto al caso specifico.

Il Dott. Giuseppe Spinelli riceve presso le sedi di Firenze (Largo Palagi 1) e di Catania (Via Dottor Consoli 14A). Per fissare un appuntamento puoi consultare la pagina prenotazioni e interventi oppure scrivere dalla pagina contatti.

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Dott. Giuseppe Spinelli

Direttore del reparto di Chirurgia Maxillo-Facciale, AOU Careggi - Firenze

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